La spesa al supermercato. Una missione.

 

Finalmente oggi, dopo 20 giorni, riusciamo ad uscire dal supermercato (sempre dopo almeno 30 minuti) indenni, senza il portafogli completamente vuoto e un minimo soddisfatti della nostra impresa.

Sì, perché per chi non è americano, è una sfida insidiosa anche andare al supermercato .

Dopo il primo giorno, in cui, se ricordate, l’unica cosa che ero riuscita a notare era il barattolo di Warhol, si faceva forte l’idea che non saremmo riusciti a sopravvivere a lungo con quelle condizioni. I supermercati  (grandi in media come le nostre Ipercoop o Carrefour che trovi nei centri commerciali)  a primo impatto ti sembrano un luna park. Distese chilometriche di reparto ortofrutticolo, tantissimi e lunghissimi corridoi e banchi frigorifero (in alcuni supermercati questi si illuminano solo se passa qualcuno!) e poi… reparti abbigliamento, casa, elettrodomestici, libri, tempo libero, animali, bambini ecc. come se non ci fosse un domani e come se a 5 minuti di macchina non ci fosse un altro negozio di un’altra catena grande almeno come quello in cui sei tu.

Il primo giorno che entri in questi labirinti devi combattere con un’altra cosa..il prezzo di ogni prodotto. Esattamente come al luna park, uno guarda ma, chiesto il costo del biglietto, non sale sulle giostre! Quando ti rendi conto che devi in qualche modo sopravvivere, ti rimbocchi le maniche, ti ritagli due ore del tuo tempo e parti in missione.

Se vuoi comprare il caffè hai a disposizione la scelta in una decina di metri di lunghezza x 5/6 ripiani di altezza. Se vuoi comprare i cereali un corridoio di 20 metri non basta, perché giri l’angolo e trovi tutti quelli bio, naturali, ecc.. Hai bisogno di un barattolo di pelati per fare la tua tanto amata pasta al pomodoro?! Percorri il primo corridoio con tutti i sughi pronti.. e li osservi tra lo stupore, la curiosità e lo sgomento. Sfinito, svolti e ne ripercorri un altro con tutti i sughi non pronti ma di Warhol.. Solo alla fine di questo trovi qualche barattolo vagamente somigliante a quello che avresti trovato in Italia. Nel frattempo ti è passata la fame e hai deciso che mangerai pasta al pomodoro, cucinata dalla mamma, solo quando atterrerai nel Bel paese.

Se invece vuoi entrare nel mood americano (yeah!) comprando un po’ di ketchup o salsine o maionese puoi anche arrenderti prima di cominciare i corridoi. Mi sono rifiutata di analizzare le diversità che contraddistinguono i 20/30 metri di reparto tutto rosso e beige dei suddetti prodotti.

Ma torniamo alla nostra spesa…Nel frattempo sono passati 20 minuti e tu nel tuo carrello non hai ancora messo nulla, se non il barattolino di pomodoro abbandonato a se stesso che hai preso per non dare troppo nell’occhio. Guardandoti intorno hai visto carrelli strabordanti di ogni tipo di prodotto e per non sentirti emarginato e incompreso hai buttato dentro, senza pensarci troppo, anche una confezione di philadelphia. Non si sa mai… Quando arrivi alla cassa, dopo altri 20 minuti che vi risparmio, hai una confezione di insalata che ti basterà per 10 giorni, una confezione di latte che, per forma e speriamo non per colore, ricorda quella della candeggina, una confezione “formato famiglia” di yogurt e una “botte” di acqua che mai e poi mai avresti pensato di acquistare neanche sotto tortura.

Torni a casa dicendo.. “Dopo quello che ho speso e dopo quello che ho comprato starò lontano da questi Market per almeno 4,5 giorni…”e mentre fai questo pensiero stai digitando il numero del tuo husband e al suo: – pronto? – Amore, ho dimenticato il sale, l’olio, lo zucchero, le uova, la frutta, i tovaglioli…e tanto tanto altro……! Ci pensi tu?! o.O

 

 

 

 

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3 risposte a "La spesa al supermercato. Una missione."

    1. Vero! È che noi italiani siamo diffidenti verso i coupon sconto..pensi sempre ci sia la fregatura dietro.
      A quanto pare gli US sono una nazione fondata sul coupon!
      We will get used to that…

      Mi piace

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