Le sorprese del Columbus Museum of Art

Quando Antonio mi ha detto che la nostra meta sarebbe stata Columbus la prima cosa che ho fatto è stata scrivere su Google “Musei a Columbus”. Il fatto che esistesse un Museum of Art mi ha abbastanza tranquillizzata… rispetto alle primissime sensazioni avvertite quando ho sentito “Destinazione Ohio”.

Siamo qui da più di un mese e i miei timori sono svaniti. Tanti, tantissimi eventi, concerti, mostre, conferenze pullulano in città. E io da Organizzatrice di eventi di Lucca sono passata a Ricercatrice di eventi di Columbus 😀

Ho approfittato di un evento molto interessante per scoprire, in una giornata di pioggia battente, qualche angolo del Museum of Art. Ho inforcato la mia bici (c’era ancora il sole) e alle 2pm ero in prima fila nell’Auditorium. Abbassavo incredibilmente l’età media, e forse ero l’unica italiana presente in sala, ma non mi sono sentita fuori luogo. L’Arte e la Musica sono lì per tutti. Paese d’origine a parte. Dopo una mini conferenza su Klimt, si sono accomodati sul palco 5 musicisti dell’Orchestra di Columbus e hanno intrattenuto il pubblico con dei pezzi di Strauss per farci rivivere il mood di inizio Novecento viennese, epoca in cui Klimt dipingeva i suoi capolavori.

Saluti e convenevoli e mi sono fiondata nelle sale del “piccolo” museo americano.

Ho visto moltissimi musei, soprattutto in Europa. Dagli Uffizi al Prado, dal Louvre al British, e quello che caratterizza la visita è una sfiancante passeggiata tra capolavori. In linea di massima si parte ottimisti dalle prime sale per arrivare stanchi nelle ultime o si decide quello che si vuole vedere prima di intraprendere il percorso, tralasciando prestigiose opere. Ovviamente ben venga avere tutta questa Bellezza a nostra disposizione, ma spesso non si ha il tempo di ammirarla a pieno e per la mole e per tutta la gente che affolla le sale.

Columbus non può essere di certo paragonata a Parigi o a Londra e aspettarsi le dimensioni di un Museo di quell’entità è senza dubbio sbagliato. Io mi aspettavo, infatti, che ci fossero poche opere e per lo più di artisti sconosciuti (come ahimè accade nelle nostre piccole città.) E invece gli americani sanno sempre come sorprenderti. Esposizioni temporanee e una decina di sale hanno saputo stupire ed impressionare anche un’amante di Parigi come me. *.*

Non è possibile raccontarvi e descrivervi tutto ma vi elencherò in breve alcune tra le sorprese del Columbus Museum of Art.

  • Una mostra temporanea sui “Cani”. Fotografie, dipinti, puzzle per bambini, video..sul ruolo del cane nella vita dell’Uomo.
  • Un lungo corridoio con esposti moltissimi dischi musicali. Da Lisa Minelli ai Pink Floyd, dagli Iron Maiden a Beethoven.
  • Ogni sala ha un tema e una ventina di opere correlate. C’è la sala degli Impressionisti, la sala del Realismo americano, della Fotografia, la Galleria del vetro. E c’è anche la sala dell’Arte Folk.
  • In una sala spicca “Morning Sun” di Hopper. E nelle altre, quando mi mancherà terribilmente Parigi tornerò ad ammirare Monet, Cezanne, Renoir, Sisley e Matisse.
  • Ho visto un’opera di Emil Nolde. SunFlowers.
  • In ogni sala del museo c’è un tavolino con dei post-it dove la gente può scrivere quello che prova vedendo i quadri.
  • Oggetti di uso quotidiano, che uniti e fusi con il vetro, sono stati elevati a opere d’arte. E nella stessa sala si possono ammirare i Vasi e le opere di Gallè e Daum, rinomate e storiche vetrerie di Nancy.
  • Un’area per bambini, in cui si svolgono attività e laboratori, è circondata da vetri con moltissime opere d’arte di età romana.
  • Un atrio enorme ospita le opere in vendita di ragazzi e artisti contemporanei.

 

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Questo e molto, molto altro è stato per me nuovo e stupefacente. La capacità di condensare in così poco spazio tutta quella Bellezza così vasta e diversificata mi ha lasciato di stucco. E poi pensi.. –  Noi siamo vicinissimi alla Francia e nei nostri musei non c’è niente di Daum! Quando saremo pronti per allestire una mostra sui Cani? E per ospitare in un grande museo dei dipinti di ragazzi dell’Università? O i post- it! Chissà quando vedremo dei post-it agli Uffizi… Incrociamo le dita! La speranza è l’ultima a morire! 😉

 

Columbus Museum of Art tornerò presto, molto presto!

 

 

 

 

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2 risposte a "Le sorprese del Columbus Museum of Art"

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